Anche questi europei di calcio sono andati in archivio. L’esito è stato dei più inattesi, con la vittoria del Portogallo, capace di vincere il torneo pur non essendo la favorita e nemmeno la più attrezzata per arrivare al titolo.

Di questa edizione rimarranno tante immagini e tante storie: calato il sipario è ora di fare dei bilanci per vedere cosa ci ha lasciato in eredità questa edizione, partita con la rete di Giroud alla Romania e chiusasi con quello di Eder a Lloris.

L’edizione delle favole

Questi europei sono stati senza dubbio l’edizione delle favole. Di quella del Portogallo, capace di trionfare senza avere i galloni della grande favorita e di farlo contro i padroni di casa e dovendo rinunciare al proprio giocatore più rappresentativo, si è detto e si dirà molto. Qui l’attenzione va riservata a squadre come l’Islanda e il Galles, capaci di scrivere pagine di sport che chi ha avuto la fortuna di vedere non dimenticherà.

L’Islanda è forse la più bella favola di questi europei, dove è riuscita a qualificarsi per la prima volta a spese di una formazione di blasone come l’Olanda e dove si è spinta fino ai quarti di finale, togliendosi lo sfizio di chiudere il girone davanti al Portogallo e di estromettere l’Inghilterra agli ottavi. E cosa dire della passione incredibile che i tifosi islandesi hanno riversato in ogni partita e delle danze post-partita a cui si è potuto assistere?

Tutte cose che hanno reso questa edizione ancora più emozionante. Ma se si parla di favole va citato assolutamente anche il Galles, che in questi europei è stato in grado di raggiungere il miglior risultato della sua storia calcistica, fermandosi solo in semifinale contro il Portogallo. Euro-2016

La vittoria contro il Belgio nei quarti rimarrà nella storia non solo per il risultato, ma anche per come è stata condotta la partita. La truppa di Coleman ha reso orgoglioso un paese intero e ha fatto capire, forse ancor più del Portogallo, come gettando il cuore oltre l’ostacolo è possibile ottenere risultati che vanno oltre le proprie capacità.

Il tifo violento

Purtroppo questi europei, come in altre occasioni precedenti, vanno in archivio non solo con le immagini di goal, esultanze e partite da incorniciare. Quello che si ricorderà è anche il lato oscuro del tifo, con i violentissimi scontri di Marsiglia prima del match tra Inghilterra e Russia, a cui hanno fatto seguito altri episodi di violenza, culminati con gli scontri a Parigi prima dell’atto conclusivo.

Quello della violenza sugli spalti e fuori dagli stadi è un tema che questi europei hanno reso ancora più necessario affrontare, perchè il tifo deve essere pulito, altrimenti tutto perde di senso.

Le delusioni

Le squadre che in questi europei hanno deluso sono davvero tante. La prima citazione non può che essere per l’Inghilterra, che ha dimostrato una volta di più come sia in grado, ogni volta che c’è da giocare una grande competizione, di fare peggio della volta precedente. Gli inglesi quest’anno avevano una nazionale che poteva assolutamente dire la sua ed invece è arrivato il solito torneo di sofferenza e la solita eliminazione precoce, per mano dell’Islanda: un’altra pagina amarissima per gli inventori del calcio.

Delusione è anche la parola che meglio descrive gli europei della Spagna, che dopo la partita con la Turchia aveva illuso di poter se non vincere, almeno arrivare a giocarsi le semifinali. Ed invece il tiki-taka sembra ormai finito, come ha dimostrato l’ottavo contro la nazionale italiana, che ha dominato il match contro gli iberici. Una menzione speciale va fatta per il Belgio e per la Croazia: i primi hanno una generazione di campioni che però si avvia a passare alla storia come una generazione di magnifici perdenti.

Dopo il mondiale infatti è arrivata un’altra eliminazione ai quarti e una grandissima delusione. La Croazia, che alla fine del girone sembrava lanciata verso degli europei da protagonista si è invece fermata agli ottavi contro il Portogallo, confermando la sua nomea di bella e incompiuta. Un capitolo a parte merita la Francia, per cui più che di delusione in questi europei sarebbe il caso di parlare di tragedia nazionale.

Perdere un europeo in casa, quando tutti i favori del pronostico sono dalla tua parte, risulta essere un’esperienza difficile da metabolizzare: tuttavia proprio il Portogallo, che dodici anni fa perse il titolo più o meno in questo modo, fa ben sperare.

I vincitori

Gli europei, così come ogni altra competizione, si ricordano anche per i vincitori. Quindi bisogna dedicare il giusto spazio a chi ha trionfato in questa edizione. Il Portogallo ha fatto un’impresa memorabile e il merito è di tutto il gruppo, che è stato capace di ribaltare i pronostici e di vincere il torneo pur senza partire da favorita e senza mai diventarlo per i bookmakers.

Ovviamente l’uomo più in vista è sempre CR7, ma questo Portogallo ha vinto grazie al gruppo, ad un’ottima fase difensiva e grazie a Fernando Santos, il tecnico che ha raccolto i cocci dopo l’inizio shock delle qualificazioni agli europei e che è riuscito a costruire una compagine tatticamente accorta e con un grande senso del gruppo.

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